Spirito della risata e amore per la natura

Natura e vitalità - Foto di Susana Fernandez

Spirito della risata e amore per la natura

Ci sono quelle giornate in cui ci sentiamo un po’ giù di corda: non sappiamo bene cosa sia che non va, ma siamo un po’ sotto tono. Vediamo tutto grigio e anche i suoni sono spenti. Il primo impulso, assolutamente istintivo, è andare fuori (dall’ufficio, da scuola, o anche da casa) nella natura.

Ciò non è solo dettato dal fatto che a volte, quando siamo costretti a svolgere un’attività che non ci piace o non ci gratifica, o anche solo monotona, ci sentiamo prigionieri. Naturalmente capita anche questo. Ma c’è molto di più: esiste tutta una letteratura scientifica e non che ci parla dei benefici che possiamo ricavare dal contatto con la natura. Benefici che si potenziano ulteriormente quando l’attività non è di sola contemplazione, poiché “motion creates emotion” direbbe il Dr Madan Kataria.

Stare all’aria aperta, infatti, è una potente risorsa di vitalità per il nostro cervello e anche per il corpo, che ricarica le energie (non è forse vero che dopo una lunga camminata ci sentiamo stanchi ma molto vitali?) e rinforza le proprie difese immunitarie (si veda per esempio lo studio di Ryan et al. del 2009 solo per citarne uno). Inoltre il solo fatto di trovarsi nella natura infonde in noi pace e tranquillità e un generalizzato senso di benessere: riduce lo stress, aiuta a combattere la depressione e favorisce in generale la salute mentale (come concludono, in due studi separati Ian Alcock e Morita et al., 2006). La natura stimola poi potentemente la nostra creatività (Atchley et al., 2012), la memoria (Berman, Jonides e Kaplan, 2008) e la sfera emozionale. Attraverso la natura impariamo a guardarci dentro e a conoscere e gestire le nostre emozioni, e questo ce lo raccontano in meravigliosi versi anche i poetici romantici:

Le onde accanto a loro danzavano; ma essi

superavano in gioia le luccicanti onde:

un poeta non poteva che esser felice,

in una compagnia così gaia.”

(W. Wordsworth, I wandered lonely as a cloud)

Ieri sera non era ancora possibile andare all’aria aperta, così lo abbiamo immaginato. Siamo andati a ridere in campagna, dove tutti i benefici della natura sono potenziati dai benefici della risata, in una meravigliosa sinergia di positività. Abbiamo riso per quasi 13 minuti, regolando così la pressione sanguigna, allenando il nostro cuore all’attività aerobica e mettendo in atto la produzione del cocktail della felicità da parte del nostro cervello. La risata è davvero un esercizio benefico per il nostro corpo e per il nostro cervello.

Perciò, ridere nella natura è quanto di meglio possiamo regalarci!

 

Bibliografia

Ian Alcock, Mathew P. White,Benedict W. Wheeler, Lora E. Fleming, and Michael H. Depledge (2013).
Longitudinal Effects on Mental Health of Moving to Greener and LessGreen Urban Areas.
Environ. Sci. Technol. Vol. 48: Issue. 2: Pages. 1247-1255.
Ruth Ann Atchley, David L. Strayer, Paul Atchley (2012).
Creativity in the Wild: Improving Creative Reasoning through Immersion in Natural Settings.
PLoS One; 7(12): e51474.
Berman MG, Jonides J, Kaplan S (2008).
The cognitive benefits of interacting with nature.
Psychol Sci. 19(12):1207-12. doi: 10.1111/j.1467-9280.2008.02225.x.
Morita E, Fukuda S, Nagano J, Hamajima N, Yamamoto H, Iwai Y, Nakashima T, Ohira H, Shirakawa T (2006).
Psychological effects of forest environments on healthy adults: Shinrin-yoku (forest-air bathing, walking) as a possible method of stress reduction.
Public Health. 2007 Jan; 121(1):54-63.
Ryan R. M., Weinstein N., Bernstein J., Brown K. W., Mistretta L., & Gagné M (2009).
Vitalizing effects of being outdoors and in nature.
Journal of Environmental Psychology, vol 30 issue 2, 159 – 168.
Maria Ludovica (Luvi) Salvatori
marialudovica.salvatori@studenti.unipr.it
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